Salvi in corner al contrario: 7 calciatori in politica (prima parte)

Hanno fatto la storia del calcio. Hanno dato blasone alle loro squadre di club e nazionali. Sono diventati eroi. E proprio per questo hanno deciso di andare dall’altra parte. Diventando salvi in corner…al contrario.

Molti calciatori, alla fine della loro vita agonistica, hanno deciso di entrare in politica,  facendo carriera come sindaci, deputati, senatori, ministri e perfino capi di stato!

Ma quali sono i più famosi?

7. Giovanni Galli

Il mitologico portiere ex Fiorentina e Milan, campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982 (pur non giocando nemmeno un minuto) nel 2009 tentò la candidatura a sindaco di Firenze. Ad appoggiarlo, una coalizione di centro-destra formata da Popolo delle Libertà e Lega Nord.

giovanni-galli-sindaco.jpg

A sfidare il portierone, c’era un Matteo Renzi rampante, appoggiato dal neonato Partito Democratico e da Italia dei Valori. Il futuro premier era anche stato arbitro, il che condiva la sfida di un non trascurabile romanticismo calcistico.

Renzi stravinse, portando a casa il 47,40% delle preferenze al primo turno e il 59,51% al ballottaggio. A Giovanni Galli rimase il merito di aver costretto al secondo turno, sebbene con uno svantaggio abissale, quello che di lì a pochi anni sarebbe divenuto l’indiscusso protagonista della politica italiana.

 

6. Massimo Mauro

Massimo_Mauro

Nel 1996, tre anni dopo il suo ritiro dal calcio, l’ex centrocampista di Juve, Napoli e Udinese decise di candidarsi alle elezioni politiche nelle liste dell’Ulivo. Venne eletto alla Camera nel collegio uninominale di Catanzaro, battendo il candidato di centro-destra Elio Colosimo con il 50,25% dei voti. Rimase iscritto fino al 2001 al gruppo dei Democratici di Sinistra.

La carriera politica dell’onorevole Mauro è rimasta agli onori delle cronache per un episodio datato 29 aprile 1998 (clicca qui per approfondire).

Rissa_Mauro
Come in curva: la rissa a Montecitorio tra Domenico Gramazio (An) e Massimo Mauro (Ds)

Tre giorni dopo il contestatissimo incontro di campionato tra Juve e Inter, celebre per il contatto in area Iuliano-Ronaldo, Mauro rimase coinvolto in una rissa in Aula a Montecitorio con il collega di Alleanza Nazionale Domenico Gramazio, già noto per aver promosso ronde anti-zingari a Roma. La notizia di un Parlamento in cui ci si prendeva a botte per il calcio e non per la politica fece il giro del mondo. E Gramazio non chiese scusa: «Non avrei dovuto picchiare Mauro in aula, ma fuori».

5. Romário

Il prolifico attaccante ex Barcellona, Valencia e nazionale brasiliana (55 gol in 70 partite), soprannominato O Biaxinho (il Piccoletto) per via della bassa statura, ha iniziato dopo il ritiro una carriera politica se possibile perfino superiore rispetto a quella calcistica.

Alle elezioni del 2010, Romário è stato eletto deputato federale per lo Stato di Rio de Janeiro tra le file del Psb – Partito Socialista Brasiliano. Nel 2014 è divenuto senatore del Psb, sempre per lo Stato di Rio. Durante il suo mandato, ha votato favorevolmente all’apertura del processo di impeachment contro Dilma Roussef.

Nel 2017 ha abbandonato il Psb, affiliandosi a Podemos, una compagine centrista e favorevole alla democrazia diretta che, a dispetto dell’omonimia col partito spagnolo, deve il suo nome al motto “Yes, we can” di Barack Obama. Nel 2018 si è candidato alle elezioni per governatore dello Stato di Rio de Janeiro, ricevendo 660 mila voti e attestandosi al quarto posto.

4. Gianni Rivera

Dopo aver segnato 164 gol in 658 presenze, il campionissimo del Milan, già pallone d’oro nel 1969, venne contattato da Giovanni Goria e Bruno Tabacci per candidarsi tra le file della Democrazia Cristiana. Dal 1987, fu eletto alla Camera per 4 legislature consecutive. Dopo la caduta della Dc, aderì all’Ulivo, e fu anche sottosegretario alla difesa nei governi Prodi, D’Alema I e II e Amato.

gianni-rivera

Nel 2001, fu candidato dell’Ulivo all’uninominale nel collegio Milano 1. Il suo sfidante era il presidente del Milan Silvio Berlusconi. Proprio a causa sua, nel 1986 Rivera aveva lasciato il Diavolo dopo 26 anni. «Volevo essere parte integrante della società a cui avevo dedicato quasi tutta la mia carriera. Quando atterrò Berlusconi, mi fecero capire che per me non c’era più spazio, e cambiai mestiere».

Le elezioni del 2001 segnarono una bruciante sconfitta per Rivera, a dire la verità già piuttosto annunciata in partenza. Nel cuore della Milano ricca e borghese, Berlusconi ricevette il 54% delle presenze (qui i risultati ufficiali), contro il 37% dell’ex capitano rossonero.

Rivera-Berlusconi
Avversari in politica, accomunati da una fede comune: il Milan

Rivera riuscì comunque ad ottenere un seggio al Parlamento europeo nel 2005, subentrando a Mercedes Bresso eletta presidente del Piemonte, prima delle disastrose elezioni politiche del 2013, quando aderì all’ambizioso quanto dimenticato Centro Democratico di Bruno Tabacci.

 

Per oggi è tutto. Appuntamento tra qualche giorno per conoscere il podio.

 

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...